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Elogio del legno

Elogio del legno

“Di tutti i materiali è il più vicino all’uomo”, ha scritto l’architetto Frank Lloyd Wright. “All’uomo piace la compagnia del legno, gli piace sentirlo sotto le mani, gradevole al tatto e alla vista. Il legno è universalmente bello”. La letteratura è ricchissima di elogi del legno, materiale d’elezione di molti grandi architetti nel passato e nel presente.

Più di recente, l’architetto svizzero Peter Zumthor, noto per il suo amore per il legno e per il recupero di antiche tecniche costruttive dell’architettura di montagna, ne ha fatto un poetico, al suo essere un materiale eterno da sempre sulla terra, silenzioso amico dell’uomo. “Ci sono materiali che ti tolgono energia. Il legno non ha bisogno dell’energia della tua pelle. Non importa se fa caldo o freddo: in un edificio in legno, la temperatura che avverti è sempre vicina a quella che vorresti. Se fa molto caldo, è sempre inferiore di due o tre gradi, e viceversa. Il legno non ha bisogno di te: sta lì e basta”.

E Roland Barthes, semiologo francese, scriveva: “Sotto qualsiasi forma, il legno elimina il taglio degli angoli troppo vivi, il freddo chimico del metallo; quando lo si maneggia e batte, il legno non vibra né stride, ha un suono sordo e netto insieme; è una sostanza familiare e poetica, che lascia in una continuità di contatto con l’albero, il tavolo, l’impiantito”.

In Italia c’è oggi una realtà dedicata ai progetti con il legno basata su un nuovo modello imprenditoriale: un network in continua evoluzione di artigiani e piccole medie imprese specializzati nelle lavorazioni di questo materiale, in cui coesistono artigianato, lavorazioni manuali e artistiche e macchinari ad alta tecnologia per realizzare con il legno le forme più sorprendenti. Si chiama Slow wood e nasce nel 2009 da una grande passione per il legno e un lungo e dettagliato lavoro di ricerca condotto in tutto il mondo, trasformatosi in un forte know how nella selezione dei legni più adatti e sostenibili per ogni prodotto o progetto.

“Per progettare bene con il legno bisogna conoscerlo, amarlo e rispettarlo. Per questo cerchiamo tra i nostri artigiani e nel nostro network la passione per il materiale e l’utilizzo di specie legnose sostenibili”. Nella visione di Marco Parolini, amministratore delegato e co-fondatore di Slow wood insieme a Gianni Cantarutti, la sostenibilità consiste nella creazione di arredi destinati a durare nel tempo, attraverso l’impiego del legno masselloproveniente da foreste certificate.

Per Slow wood, lo strumento migliore che ciascuno di noi ha a disposizione per contenere l’impatto delle proprie scelte sull’ambiente è la riduzione di sprechi e consumi. L’utilizzo di un materiale come il legno è di fatto una sfida sul mercato dell’arredo e del design: i materiali alternativi sono sempre di più. La durevolezza, e quindi la sostenibilità, uniti all’unicità rappresentata da ogni pezzo di legno che si trova in natura, fanno sì che risulti una sfida vincente.